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Disdire una donazione regolare a Save the Children

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Una donazione mensile si attiva in pochi minuti, spesso per strada o al telefono, e poi resta lì. Passa un anno, cambia la situazione economica, e a un certo punto decidi di fermarla.

A quel punto arriva la parte meno lineare: capire a chi scrivere e cosa serve. Non perché l'organizzazione faccia ostruzione — le disdette vengono gestite regolarmente — ma perché l'informazione è sparsa.

Fermare una donazione è un tuo diritto, in qualsiasi momento

Una donazione continuativa non è un contratto che ti vincola per un periodo minimo. È una liberalità: puoi ridurla, sospenderla o interromperla quando vuoi, senza dover motivare la scelta.

Questo vale sia per l'addebito diretto sul conto sia per l'addebito ricorrente su carta. La differenza sta nel canale con cui fermi il pagamento, non nel diritto di farlo.

Il canale più rapido è il telefono

Save the Children Italia gestisce le modifiche alle donazioni tramite l'ufficio donatori. Il recapito indicato dall'organizzazione è il numero 06 480 700 65, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.

Tieni a portata di mano il codice donatore, se lo conosci, oppure il codice fiscale e l'IBAN o le ultime cifre della carta usata per la donazione. Con questi dati la richiesta viene identificata subito.

In alternativa puoi scrivere all'ufficio donatori via email, oppure inviare una comunicazione scritta a Save the Children Italia, Ufficio Donatori, Via Volturno 58, 00185 Roma.

Se hai donato tramite PayPal o un app di pagamento

Quando la donazione passa da PayPal o da un app come Satispay, l'autorizzazione al pagamento ricorrente vive dentro quel servizio. Puoi revocarla direttamente dalle impostazioni del tuo account, alla voce dei pagamenti automatici o degli abbonamenti.

È utile farlo anche dopo aver avvisato l'organizzazione: così l'autorizzazione non resta attiva in secondo piano.

Chiedi sempre una conferma scritta

Dopo la telefonata, chiedi che ti venga inviata una conferma via email con la data di interruzione. Non serve a tutelarti da un comportamento scorretto: serve a evitare una discussione se un addebito già in lavorazione dovesse passare comunque.

Gli addebiti diretti SEPA hanno una tutela precisa. Un addebito autorizzato può essere richiamato tramite la banca entro otto settimane, senza dover fornire una motivazione. Se invece l'addebito è avvenuto senza un mandato valido, il termine si estende a tredici mesi.

Cancellare i dati dopo la disdetta

Se non vuoi più ricevere comunicazioni, puoi chiederlo nella stessa richiesta. Il regolamento europeo sulla protezione dei dati ti riconosce il diritto di opporti all'uso dei tuoi dati per finalità di contatto e di chiederne la cancellazione.

Una riga nella email è sufficiente: indica che intendi interrompere la donazione e che non desideri ulteriori contatti.

Vai direttamente alla pagina che ti serve

Se invece stai cercando di chiudere un abbonamento, trovi qui come disdire NOW e come disdire un abbonamento in palestra.

Domande frequenti

Posso interrompere la donazione quando voglio?

Sì. Una donazione continuativa non prevede una durata minima: puoi sospenderla, ridurla o annullarla in qualsiasi momento e non sei tenuto a spiegare il motivo.

Quanto tempo passa prima che l’addebito si fermi?

Dipende da quanto è vicina la data del prossimo addebito. Se la richiesta arriva a ridosso, quell’addebito può ancora partire perché è già in lavorazione presso la banca. In quel caso viene fermato quello successivo.

Mi è stato addebitato un importo dopo la disdetta. Cosa posso fare?

Contatta prima l’ufficio donatori: nella maggior parte dei casi si risolve così. In alternativa puoi chiedere alla tua banca il richiamo dell’addebito diretto, entro otto settimane e senza dover fornire una motivazione.

Posso chiedere anche la cancellazione dei miei dati?

Sì. Puoi indicare nella stessa comunicazione che non desideri ricevere ulteriori contatti e chiedere la cancellazione dei dati usati a fini di contatto.

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